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Quando, all’inizio dell’estate, iniziava a fare troppo caldo, la cucina del primo piano veniva abbandonata per quella del piano terra, che dà anch’essa sulla strada, sul lato nord. L'atmosfera è contadina fine XIX secolo, sebbene  anche lì sia presente l’impronta degli anni ’20, che va a confondersi con un passato più antico.
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Il grande caminetto, utilizzato soltanto quando faceva molto freddo, è sopravvissuto alla modernizzazione della seconda metà del XX secolo. In una famiglia meno conservatrice, avrebbe lasciato il posto alla formica. Maurice ha dotato lo spiedo di un sistema di contrappesi il cui ticchettio ricorda alla famiglia le mattine di Natale e del Primo dell’Anno, quando si arrostiva il tacchino, sotto la guida di Michel, genero di Maurice.  
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Come dappertutto al piano terra, il pavimento è in piastrelle di cemento colorate risalenti al 1890; contrariamente a quelle delle altre stanze, qui si vedono i segni dei numerosi compiti svolti in tutti i tempi in questa cucina, usata soprattutto come dispensa.  
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Il "lavello" provenzale in marmo ocra è un modello tradizionale raro al giorno d’oggi, poco profondo proprio per ospitare, come si usava, un recipiente in terracotta. Non c’era prima e non c’è tuttora l’alimentazione dell’acqua calda. 
 
 
 
 
 
 
 
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Sotto) Alla parete, la batteria di pentole e casseruole in alluminio, novità in voga negli anni ’20, non è mai stata utilizzata se non come ornamento: si tratta di un regalo ricevuto da Édouard e Élisabeth per le loro nozze, il 21 giugno 1919 a Avignone.     
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